Per sempre

“Perché non hai scattato foto stasera?”

Le luci della città si alternavano sul volto di lui, le labbra leggermente increspate nel tentativo di nascondere un moto di delusione.

Lei lo guardò a lungo, riflettendo su ciò che le aveva detto.

Considerando la mole immensa di scatti che custodiva nei vecchi e nuovi album che spesso gli aveva mostrato, le fu facile comprendere quanto l’assenza della sua fotocamera nelle ore appena trascorse fosse stata per lui indice che lei non avesse reputato la serata memorabile.

Il taxi si piegò in una curva stretta, facendo incollare i loro corpi.

La verità è che non poteva spiegargli che le uniche fotografie di cui le importasse davvero Continua a leggere Per sempre

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Il viaggio

Ho bisogno di una casa da popolare

Con i miei oggetti

Dove possa mettere i ricordi sugli scaffali

E uscire a conquistare il presente

al supermercato, sul metrò.

Ho bisogno di un parco dove camminare

Dove possa consumare le suole delle mie scarpe

E gioire dello scorrere del fiume

Lontano dai rintocchi delle campane.

Ho bisogno di una ferita sulla quale soffiare

Affinché la polvere scivoli via dal cuore

E la carne sia stesa al vento, a respirare.


“ Dove vai, bambina?”

“Vado per le vie del mondo, peregrina.”

Lontano dalla Sicilia

E così succede un giorno che ti accorgi di esserti innamorato della Sicilia. Te ne accorgi quando te la vedi sotto i piedi, metà tra le nuvole, mentre ti saluta con sbarluccichii, pennacchi di fumo, zone deserte con le piscine dei ricchi. Te ne accorgi come hai fatto almeno una volta nella vita con un tuo grande amore: lo hai dannato, schifato, ti è venuto a noia che proprio non lo potevi avere più davanti agli occhi, che sennò lo volevi ammazzare, e poi, quando lo hai perso, ti sei rannicchiato in un canto a maledire a ogni sguardata quelli che se lo godevano come tu non potevi più fare.

Occhi

– Belli, i tuoi occhi
– Dimmelo di nuovo
– Ribelli, i tuoi occhi
(@oppyum, Twitter)

Campi di vita

 

Tutto il giorno non sono che io
Plasmata a dovere in forme calcate
Da qualcuno che,
Prima di me,
Ha dipinto il mio bozzolo sociale.
Ma nella pallida luce del tramonto
Il viso grigio rivolto al sole
Che indora i capelli, la pelle, il sorriso
Mi fondo insieme con l’Universo
E sono solo un fiore selvatico:
Dondolo in pace nel vento salvifico
E placida tendo
A sorgente di Vita.

Il collante universale

bacio
RODNEY SMITH

 

Non è vero che, come dicono alcuni, la vigilia di Capodanno sia solo un giorno come un altro. Possiamo convenire che la sua particolarità sia frutto di convenzione, ma io sono sicura che la sua magia colpisca tutti.
C’è una certa, innegabile, frenata finale dell’anno appena trascorso prima che i tappi di sughero schizzino a rincorrere il giorno successivo: i secondi rallentano, l’aria si elettrizza e tutte le menti sono un cinema che proietta ricordi a cielo aperto e a ciclo continuo.
E sono quelli i momenti in cui avviene la magia. A guardarsi negli occhi ci si può perdere nella storia gli uni degli altri e per alcuni istanti, alcuni velocissimi istanti vissuti con la moviola dell’anima, l’umanità tutta è un fiato sospeso di speranza e paura.
Paura di quello che sarà e speranza che tutto vada bene.
E se esiste quindi una notte che riesce a mettere insieme me, voi e tutti i miliardi di persone che sono i nostri fratelli, be’, amici miei miei, anche se credete che sia tutto un trucco, non venite a dirmi che non applaudirete comunque a fine spettacolo.

Tanti auguri a tutti voi, Halfalaifers!

Scrittura Creativa e Fotografia

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